La distinzione tra “prima casa” e “seconda casa” per le utenze (in particolare la luce) dipende dalla residenza anagrafica dell’inquilino nell’immobile.​Ecco come cambia la situazione a seconda di dove l’inquilino ha la residenza.

​1. Luce: Tariffa “Residente” vs “Non Residente”
​Mentre per gas e acqua le differenze di costo legate alla residenza sono minime o assenti, per l’energia elettrica la differenza è molto marcata sulla bolletta.
​A. Se l’inquilino MANTIENE la residenza nell’appartamento (“Prima casa”)
​Tariffa applicata: Domestico Residente.
​Costi: Non paga la quota fissa per la gestione della rete (la componente c.d. “ASOS” e “ARIM” fissa non si applica ai residenti).
​Risultato: La bolletta della luce è più bassa.
​B. Se l’inquilino NON mette la residenza (“Seconda casa” / Domicilio)
​Tariffa applicata: Domestico Non Residente.
​Costi: Paga una quota fissa annua obbligatoria (circa 135€-150€ all’anno in più, spalmati nelle bollette) a prescindere da quanto consuma, anche se il consumo è pari a zero.
​Risultato: La bolletta della luce è più cara, specialmente se i consumi sono bassi.
​2. Intestazione delle Utenze: Voltura o Utenze intestate al Proprietario?
​Come proprietario, hai due strade per gestire le bollette quando affitti:
​Opzione 1: Voltura a nome dell’inquilino (Consigliata)
​L’inquilino intesta le utenze a proprio nome.
​Come funziona per la tariffa: Sarà il fornitore di energia a verificare l’anagrafica. Se l’inquilino comunica la residenza nell’immobile, applicherà la tariffa Residente; altrimenti la tariffa Non Residente.
​Vantaggio per il proprietario: Zero rischi. Se l’inquilino non paga le bollette, la società elettrica/gas si rivale esclusivamente sull’inquilino e non sul proprietario.
​Opzione 2: Utenze intestate al Proprietario (con riaddebito)
​Le bollette restano a nome del proprietario, che poi chiede il rimborso all’inquilino.
​Come funziona per la tariffa: Avendo il proprietario spostato la propria residenza altrove (come visto al punto precedente), la tariffa della luce diventerà automaticamente Non Residente, quindi più cara.
​Rischio per il proprietario: Se l’inquilino smette di pagare, le società di fornitura chiederanno i soldi a te.
​3. Tassa Rifiuti (TARI)
​La TARI è sempre a carico di chi occupa l’immobile (l’inquilino), a patto che il contratto di affitto duri più di 6 mesi.
​Se l’inquilino prende la residenza: Il Comune calcola la TARI in base al numero effettivo di componenti del nucleo familiare che risiedono lì.
​Se l’inquilino NON prende la residenza: Il Comune calcola la TARI in base a parametri presunti (solitamente calcolati sulla superficie in mq e un numero presunto di occupanti, variando da comune a comune).
​Il consiglio pratico: Conviene sempre imporre o raccomandare la voltura delle utenze a nome dell’inquilino fin dal primo giorno di contratto. In questo modo l’inquilino pagherà la tariffa corretta in base alla sua residenza e il proprietario si tutelerà da eventuali morosità sulle bollette.

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